Ue: stop ai ristoranti con il marchio Mafia

Ue: stop ai ristoranti con il marchio Mafia

mafia-Redazione- Già stanno pensando a come smontare le gigantesche sagome di don Vito Corleone e oscurare le foto di Lucky Luciano, a sostituire i ritratti di Calogero Vizzini e di Giuseppe Genco Russo

. E come rimpiazzare il menu di San Valentino, quello che non ricorda solo la festa degli innamorati ma anche Al Capone e la strage di Chicago del 14 febbraio del ’29. In Spagna, per ordine dell’Europa devono rifare il look alle vetrine e cambiare un nome: “Mafia“.

Non possono più spacciare il buon cibo italiano associandolo a quel marchio sinistro. Troppo “contrario ai principi di moralità ” chiamare mafia una catena di ristoranti.

Sarà magari solo una questione di affari, sarà – almeno nelle intenzioni – solo l’insolente uso di un brand commerciale, ma l’Unione europea non vuole che il vocabolo in questione figuri ancora nelle insegne di una quarantina di fast food di alta fascia che risplendono dai Paesi Baschi fino a Gibilterra.

Anche se ormai è la parola italiana più famosa al mondo – più di pizza e più di spaghetti – basta con la mafia e il suo malinteso senso dell’onore, basta con le cialtronerie sul valore sacro della famiglia e dell’amicizia, con le leggende che si raccontano sulla mafia e che la stessa mafia alimenta generazione dopo generazione.

“La mafia crea empleo”, la mafia crea lavoro, è uno degli slogan preferiti dai loro “creativi”, odiosa battuta ben conosciuta anche dalle nostre parti. Nessuna meraviglia, in Spagna hanno costruito il business tutt’intorno alle “virtù” dei boss. In quei ristoranti c’è anche una “zona infantil” dedicata a “los Piccolinos de la Mafia“, un menu speciale a 8,50 euro.

E ai bimbi vengono offerte pure caramelle. Avvolte in una carta nera con la solita scritta: “La Mafia”.




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