Torna l'incubo dello spread

Torna l’incubo dello spread

-Redazione– L’incubo spread torna a turbare il sonno degli investitori.

Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e il decennale tedesco (Bund) al momento si aggira in area 186 punti base, con una variazione nell’ordine del +1,20%, dopo aver sfiorato la soglia dei 190 punti negli ultimi giorni (record dal mese di febbraio 2014).

In Germania – e in misura ancora più consistente in Italia – scendono i prezzi delle obbligazioni e dunque salgono i rendimenti. E la causa, come evidenziato da due esperti intervistati da Business Insider Italia, va ricercata in alcuni fattori globali.

Secondo Angelo Drusiani, esperto di gestioni di Banca Albertini Syz, i mercati dell’Eurozona premono per un rendimento superiore perché il Quantitative Easing (ovvero il massiccio programma di acquisti mensili di titoli messo in campo dalla Banca Centrale Europea, ndr) è destinato a finire, anche alla luce della crescita dell’inflazione a cui si sta assistendo nel Vecchio Continente: la soglia del 2% fissata dall’Eurotower, infatti, potrebbe essere presto raggiunta.

Non va inoltre sottovalutato il fattore USA. La Federal Reserve di Janet Yellen dovrebbe optare in tempi brevi per un nuovo rialzo dei tassi di interesse, ‘contagiando’ anche l’Europa.

Per quanto riguarda l’Italia, l’esperto di investimenti di Swissquote Stefano Gianti ritiene che le vendite dei titoli di Stato del Belpaese siano legate alla difficile situazione del sistema bancario italiano e a una ripresa economica che stenta ancora a decollare. Senza contare il clima di perenne incertezza politica che spaventa non poco gli investitori esteri.

Per Drusiani le quotazioni dei titoli di Stato italiani scenderanno ancora. “Se poi – evidenzia – il decennale dovesse arrivare a un rendimento del 2,50%, a quel punto si potrebbe anche provare a comprare, fermo restando che la prospettiva dovrebbe comunque restare quella di prezzi discendenti”.

Come comportarsi di fronte allo spread, dunque? Chi effettua acquisti ora dovrebbe prepararsi a ulteriori cali del prezzo, sottolineano gli esperti.

Per non incorrere in minusvalenze si potrebbe sempre puntare sull’azionario dei paesi emergenti, o di Giappone e USA. Volendo rimanere nell’obbligazionario, invece, Drusiani suggerisce di “mediare tra titoli a cedola fissa e Cct, che rappresentano titoli che in prospettiva aiutano a evitare che il capitale si svaluti”.

 




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