Torino: Da NoTav a combattente in Siria contro l’Isis

grasso-Redazione- Dalla lotta contro l’alta velocità in Valsusa alla guerra contro l’Isis nel Rojava, a fianco dei curdi.

Da alcuni mesi Davide Grasso, volto storico del centro sociale Askatasuna e militante No Tav, ha lasciato Torino e l’Italia per unirsi alle Ypg, le brigate dell’esercito che combattono contro le forze del Califfato nel nord della Siria.

È lui il primo piemontese che si trova a combattere sul fronte siriano dove si tenta di sconfiggere lo Stato islamico.

E lo annuncia in un video pubblicato ieri sul web e inviato ai compagni del centro sociale.

Dalle indagini dei pm, che hanno ricevuto il video ora acquisito dalla Digos, era già emersa la presenza di diversi combattenti, partiti da Torino per entrare però a far parte dell’Isis. La scelta del trentaseienne, ricercatore di filosofia e allievo di Maurizio Ferraris, è invece diametralmente opposta: “Laggiù c’è lo Stato islamico con i suoi orrori – dice il ragazzo – Noi siamo le forze siriano-democratiche delle unità di protezione popolare”.

Il filmato di oltre venti minuti mostra Grasso, sempre con il volto coperto da una kefiah, interagire con donne e uomini dell’esercito curdo che si muovono su pick-up e mezzi corazzati, mentre il giovane chiede al premier Renzi di prendere posizione contro l’attacco dell’esercito turco alle forze curde.

“Cinguettare su Twitter quando il sultano Erdogan insulta il nostro paese non basta – attacca Grasso – Il presidente del Consiglio si prenda le sue responsabilità: interrompa le relazioni commerciali, militari e diplomatiche”.

C’è poi l’appello di un militare curdo che invita i giovani italiani ad arruolarsi nel loro esercito.

Parole che potrebbero avere conseguenze penali per Grasso: le Ypg sono storicamente legate al Pkk, il partito per l’autonomia del curdi in Turchia tuttora inserito nell’elenco delle organizzazioni terroristiche internazionali.

Un fatto che potrebbe far scattare per l’antagonista l’accusa di reclutamento e partecipazione ad attività terroristiche.




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