Torino. La prima volta di un Sindaco alla commemorazione dei Morti

Torino. La prima volta di un Sindaco alla commemorazione dei Morti

appendino-Ghino di Punta- Chiara Appendino, il 1 novembre scorso, ha partecipato alla messa tenuta al cimitero monumentale in ricordo dei torinesi che non ci sono più.

Non era mai successo. In 6 anni di episcopato di monsignor Nosiglio nessun sindaco aveva mai presenziato alle commemorazioni dei morti. É un segnale importante, quello che il Sindaco di Torino ha voluto lanciare.

Da un lato, ha dimostrato che Movimento 5 Stelle e Chiesa possono non solo convivere, ma addirittura condividere gli stessi valori. Già, perché quella “corresponsione d’amorosi sensi” di foscoliana memoria tra defunto e sopravvissuto va aldilà della politica, aldilà delle ideologie, aldilà delle credenze religiose.

É un qualche cosa che investe la nostra qualità di uomini, la nostra per appunto umanità, prima di ogni altra superfettazione o sovrastruttura.

Dall’altro lato, il Sindaco ha voluto dare uno “schiaffo” a quei vecchi politicanti che come Fassino o Chiamparino preferivano frequentare i salotti bene anziché i luoghi in cui gli ultimi, i più disagiati, svolgono la loro esistenza.

Già, perché non ci sono solo i morti al monumentale: ci sono i vivi, che soffrono per la distanza incolmabile tra questi e i loro cari che non ci sono più. E ci sono gli operatori del cimitero, che il Sindaco ha ringraziato, e che col loro lavoro, tutti i giorni, in sordina, senza applausi o medaglie, consentono a tutti o cittadini di passare un po’ di tempo con la propria madre, il proprio padre, i propri figli e sorelle e fratelli e così via.

Non so quale sia il motivo che ha indotto due sindaci di sinistra a non presenziare mai alle celebrazioni per i morti. Forse la paura di essere etichettati quali filo-cattolici, quasi che fosse una colpa

. E, per non perdere voti, hanno finito per perdere la propria umanità.

Il Sindaco Appendino ha raggiunto un’altro risultato: ha strappato il monopolio della tutela dei deboli alla sinistra. Un monopolio apparente, che in realtà si fondava su di una distanza reale tra acculturati di sinistra e volgo.

Grazie, Chiara, perché hai distrutto un altro mito: la cura delle persone, oltre che delle anime, l’attenzione ai deboli e agli ultimi non è appannaggio della sinistra. É appannaggio delle persone di buon senso.

Vista così, sembrava ci fossero due vescovi al monumentale l’altro giorno. Si, perché episcopo é colui che guarda lontano (dal greco epì=lontano e skopein=sorvegliare, guardare), e il nuovo Sindaco ha dimostrato di saperlo fare non meno di quel meraviglioso pastore di anime che è l’arcivescovo Nosiglio.

 




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