Terrorismo. Imam marocchino espulso dall’Italia per 15 anni

Redazione– Un imam marocchino, è stato espulso dal territorio italiano per 15 anni, “per minaccia e sicurezza dello Stato e pericolo che potesse agevolare attività organizzative terroristiche anche internazionali”.

Secondo quanto scoperto dagli inquirenti, l’uomo, 51enne, maltrattava bambini e puniva i suoi figli maschi “per farli diventare buoni musulmani”. Inoltre, viene dipinto come “intransigente” con tutti gli altri rappresentanti della comunità di Gatta, una piccola frazione di Reggio Emilia, mentre, come imam, compiva “riti magici” e non nascondeva la propria “posizione radicale” verso l’islam “di matrice salafita”.

“Aveva una visione radicale e intransigente – ha dichiarato il questore – Il suo era un approccio educativo invasivo verso minori; ai suoi figli maschi riservava punizioni corporali e maltrattamenti per farli diventare buoni musulmani”. Inoltre esercitava “rituali magici” ed era in grado di “suggestionare le persone”. Quindi, secondo la Digos “non risultava inserito nel contesto sociale. E’ stato espulso per minaccia e sicurezza dello Stato, pericolo che potesse agevolare attivaià organizzative terroristiche anche internazionali”.

“Per la gravità dei suoi comportamenti” la pena ha superato i 10 anni previsti dal ministero dell’Interno: “è stato espulso, infatti, per 15 anni. Rintracciato ieri mattina a Noventa Vicentina, è stato subito accompagnato a Fiumicino dove alle 22.40 è decollato l’aereo per il Marocco”.




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