Reddito d'inclusione: a chi spetta

Reddito d’inclusione: a chi spetta

Il reddito d’inclusione diventa realtà.

Dal primo gennaio del prossimo anno scatterà la misura di contrasto alla povertà, vincolata all’adesione di un progetto personalizzato per trovare un lavoro. Le famiglie beneficiarie avranno un assegno mensile che potrà arrivare fino a 485 euro.

Con l’approvazione delle commissioni congiunte Lavoro e Affari Sociali della Camera del parere sul dlgs ‘Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà’, che segue quello del Senato, si è chiuso l’iter parlamentare.

La misura si compone di due parti: un beneficio economico, erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica; un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà. Nella prima fase il Rei non coprirà l’intera platea di persone che avrebbero diritto ad accedere all’assegno mensile, ma solo le fasce più bisognose.

Possono accedere alla misura: cittadini italiani e comunitari; familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente; cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo; titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria) che siano residenti in Italia da almeno due anni.

I beneficiari saranno inizialmente individuati tra i nuclei familiari con: figli minorenni; figli con disabilità; donna in stato di gravidanza; componenti disoccupati che abbiano compiuto 55 anni.

Le famiglie che potranno accedere al Rei saranno individuate anche sulla base dell’Ise e delle sue componenti reddituali e patrimoniali. L’ammontare del beneficio economico viene stabilito sulla base del cosiddetto ‘reddito disponibile’, ovvero delle risorse a disposizione delle famiglie per soddisfare i bisogni di base e acquistare beni e servizi primari. L’assegno partirà da un minimo di 187 euro per le famiglie composte da una persona, e arriverà fino a 485 euro per quelle con 5 componenti o più.

La domanda dovrà essere presentata presso i punti per l’accesso al Rei, che verranno identificati dai comuni. Gli enti, entro 10 giorni, dovranno inviare la richiesta all’Inps, che entro i 5 giorni successivi dovrà verificare il possesso dei requisiti e riconoscere il beneficio.

 La carta Rei funziona come una normale carta di pagamento elettronica; il 50% dell’assegno potrà essere ritirato in contante, il resto potrà essere utilizzato nei supermercati e per pagare le bollette. La cadr darà inoltre diritto allo sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate.

Il progetto di attivazione sociale e lavorativa prevede l’avvio da parte dei comuni di progetti personalizzati, da costruire insieme al nucleo familiare. Se la situazione di disagio è dovuta alla mancanza di lavoro il progetto personalizzato è sostituito dal patto di servizio o dal programma di ricerca intesa di occupazione.

 




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *