Poggioreale e l'incubo della cella numero zero

Poggioreale e l’incubo della cella numero zero

poggioreale-L.M.- Poggioreale, la casa circondariale di Napoli, nota per il suo sovraffollamento, 3 mila detenuti a fronte di una capienza massima di 1.680 posti.

Poggioreale ha una cella simbolo, mura ammuffite, umide, una stanza di tre metri per tre, con un’unica finestra sempre chiusa: la cella numero zero.

Le testimonianza dei detenuti sono angoscianti “Se ti guardi intorno vedi pareti sporche di sangue”. Nella cella numero zero si dice venissero picchiati i detenuti che avevano commesso “Cose che non vanno bene, che a loro non stanno bene”.

Loro, sono gli agenti della Polizia Penitenziaria  “Si mettono tre o quattro poliziotti intorno a te e, con la scusa che ti fanno qualche domanda, ti riempiono di botte. Ti scassano senza pietà. Sia che tu sia un boss sia che tu sia un ragazzo normale, a loro non interessa”.

I detenuti raccontano di violenze gratuite, senza motivo. Non c’è dubbio che chi ha sbagliato debba pagare, ma la pena è la detenzione, non la tortura.

La cella numero zero è stata creata nel 1981 e la sua esistenza scoperta nel 2013 quando, a seguito delle denunce dei detenuti, l’Amministrazione Penitenziaria, ha avviato un’indagine interna, conclusasi con il trasferimento della allora direttrice di Poggioreale, Teresa Abate, e di alcuni agenti.

Un altro detenuto ha dichiarato “Sono stato nella cella zero: lì mi hanno picchiato. Erano le 10 e mezzo di sera e all’improvviso, senza motivo, sono stato portato giù, nella cella zero: le guardie mi hanno fatto spogliare nudo, mi hanno picchiato, mi hanno umiliato”. Sempre la stessa stanza, al piano terra, isolata da tutto e non sotto il controllo delle telecamere.

I dati della popolazione carceraria  dicono che solo a Poggioreale vi sono 2.839, su una capienza massima di 1.600 circa, e 750 agenti penitenziari, in luogo dei 940 necessari per gestire la struttura. Gli educatori sono 8 su 26 e 12 sono gli psicologi.

Numeri che danno l’idea di una realtà intollerabile. La cella numero zero è solo uno dei drammi di questo carcere infernale, cui si deve aggiungere la carenza di medicinali e di adeguata assistenza medica, fino alla scarsità di cibo e acqua.

Drammatico è anche lo standard di tutela della salute mentale dei detenuti di Poggioreale: ben 463 di loro necessitano di prescrizioni di psicofarmaci, in quanto affetti da conclamata patologia psichiatrica.

Insomma, un istituto di pena che avrebbe il fine di rieducare, trasformato in un vero e proprio carcere-manicomio.

 

 




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