Hasta siempre Comandante en Jefe

la Brigada Donè saluta fidel Castro

totale_lightI ragazzi e le ragazze della Brigada di amicizia Gino Donè hanno  compiuto una azione dimostrativa in ricordo del Comandante Fidel Castro Ruz.

Uno striscione con la dicitura “Hasta Siempre Comandante” con una azione pacifica è stato esposto dal monumento simbolo di Torino: La Mole Antoneliana. La stessa mole che ha ospitato per mesi una bellissima esposizione di manifesti cubani intitolata “Hecho en Cuba”.

Dichiarano i ragazzi della Brigada Donè: “Vogliamo stare vicini al popolo cubano e ricordare la grande figura del Comandante Fidel Castro. Una figura che per noi rappresenta la lotta coraggiosa di uomini e donne per la loro emancipazione, rappresenta un percorso faticoso e importante di scolarizzazione, dignità umana, diritti. I ragazzi proseguono: “Il governo guidato da Fidel Castro eredita una situazione agraria dominata dal latifondo in cui il 73% della terra apparteneva al 9% della popolazione e circa un quarto della superficie dell’isola era un mano al grande capitale straniero, soprattutto statunitense. La fertile terra cubana era destinata principalmente alle monocolture della canna da zucchero, del tabacco e del bestiame per esportazione.

Fino al 1958, questo tipo di produzione agricola controllata da oligarchi cubani e aziende straniere aveva come risultato che oltre un cubano su 3 fosse disoccupato o sottoccupato (nel 1958) per non parlare della massiccia deforestazione necessaria per destinare sempre più terre a questi prodotti da esportazione.

Negli anni ’50, secondo l’UNESCO, un cubano su tre era analfabeta e Cuba apparteneva a un gruppo di paesi il cui reddito medio pro capite oscillava tra i 300 e i 499 dollari l’anno. Tuttavia, tra il señor Julio Lobo, re dello zucchero, o il señor Emilio Bacardi, re del rum, situati al vertice della piramide sociale, e la base di questa, costituita dagli strati piu poveri della popolazione, la distanza era enorme: un cubano su due aveva un reddito che non superava i 100-150 dollari all’anno. Ma era non tanto nella capitale dell’isola, l’Avana, quanto nelle zone rurali, che si poteva toccar davvero con mano l’entità della disuguaglianza sociale.

Prendiamo a esempio la produzione agricola fondamentale, la canna da zucchero: il 41,9% delle piantagioni era proprietà di sei grandi aziende; e, secondo un inchiesta condotta nel 1957 dalla Agrupaciòn Catòlica Universitaria, su dieci cubani appartenenti alla popolazione rurale meno di due consumavano carne. Latifondo da un lato, miseria dall’altra.

La Rivoluzione seppur in un quadro difficile dovuto all’imposizione di un durissimo embargo e alla caduta del campo socialista ha radicalmente trasformato questa situazione: oggi Cuba è una isola ad altissimo tasso di sovranità alimentare che riesce a rispondere ai bisogni della propria popolazione in gran parte con metodi organici, privi di semi geneticamente modificati e sostenibili. La malnutrizione è stata sconfitta, così come scolarizzazione, sanità e servizi pubblici sono garantiti a tutti in tutto il paese.

Cuba oggi pur rappresentando l’1% della popolazione delle Americhe, rappresenta il 9% dei laureati e il 12% dei medici, garantendo salute a molti paesi africani e latinoamericani.

Avremmo voluto che questi fatti, trovassero spazio sui media italiani al pari delle altre analisi storiche che accompagnano la morte di una figura importante come quella di Fidel Castro. Non siamo ne nostalgici ne dogmatici, siamo giovani e utopisti. Al pari di tanti leader latinoamericani e di tutto il mondo in rappresentanza di popoli che considerano la rivoluzione cubana una ispirazione nella loro emancipazione oggi abbiamo voluto onorare Fidel Castro

. Siamo vicini e amici della stragrande maggioranza del popolo cubano che in queste ore sta affollando le piazze e le strade di Cuba, nonché i consolati e le ambasciate cubane in tutto il mondo per salutare Fidel. ”

Hasta Siempre Comandante!

La Brigada Donè prende il nome dall’unico europeo che ha partecipato alla spedizione del Granma e alla rivoluzione cubana, il partigiano e combattente Gino Donè. La Brigada da anni, promossa da AICEC (agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba) e dall’Associazione di Amicizia Italia-Cuba di Torino e dall’ICAP (istituto cubano de amistad con los pueblos, importante istituzione cubana) permette da a giovani torinesi e italiani di esplorare la realtà cubana in un’azione di amicizia e solidarietà.

La scorsa estate la Brigada proprio nella città di Santiago de Cuba dove  si celebrano i funerali del Comandante e culla della Rivoluzione ha realizzato una Calle Italiana al carnevale di Santiago e un murales per il novantesimo Compleanno di Fidel e a ricordo di Gino Donè




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