In Italia due bambini su dieci molestati dai pedofili

In Italia due bambini su dieci molestati dai pedofili

Pedofili-R.P.- Il Garante per l’Infanzia ha amaramente dichiarato “Gli abusi sessuali sui minori in certe zone di Napoli sono elevati a normalità”.

Ma in Italia, quanti sono i bambini e le bambine che vivono quelle situazioni, quali sono le dimensioni di questo disastro?

Il rapporto dell’Unione Europea sul maltrattamento e le violenze sui bambini dice che tra il 5 e il 10% dei maschi e il 20% delle femmine è vittima di abusi sessuali durante l’infanzia.

Una bambina su cinque. Un bambino su otto e, quel che è peggio, queste molestie avvengono in famiglia, tra le mura domestiche, il padre, la madre, seguiti da zii e nonni, per ultimi gli amici di famiglia.

Senza distinzione di ceto o classe sociale, dal netturbino al notaio, dall’operaio al primario ospedaliero: l’orrore è diffuso. Ma non esistono dati precisi, l’universo dei minori non è monitorato, le istituzioni mostrano lassismo e disinteresse.

La pedofilia è scarsamente percepita, la società la ritiene un fenomeno marginale. Eppure sta esponenzialmente crescendo l’infantofilia, l’abuso sui bambini con meno di tre anni. Evidentemente le ragioni del cuore non sono sufficienti, allora si potrebbe ragionare sui costi da sostenere, i costi effettivi degli abusi: oltre dodici miliardi tra diretti ed indiretti. Cure, criminalità in età adulta, delinquenza minorile, il che significa: adulti feriti e irrecuperabili  e denaro pubblico gettato.

Sensibilità pressoché nulla da parte delle istituzione, escludendo l’enorme lavoro della polizia postale e dei pool fasce deboli delle procure, che da soli non riescono a fronteggiare il numero sempre crescente di violenze.

L’attenzione dello Stato è pericolosamente prossima allo zero.

E poi le vittime, i bambini, che esistenza vivono? Tanto più il pedofilo è vicino all’abusato, quanto più il trauma è forte. Si rompe il rapporto di fiducia con il mondo esterno, chi dovrebbe conoscere solo il linguaggio della tenerezza, si trova a fare i conti con la violenza di un adulto fuori controllo.

Qualcosa sembrava smuoversi, la legge di Stabilità del 2016 ha previsto, ad esempio, un “percorso di tutela delle vittime di violenza” rimandando a un decreto della presidenza del consiglio la definizione delle linee guida.

Peccato però che il decreto non sia mai arrivato, e se anche arrivasse, quali garanzie ci sarebbero circa la sua attuazione?

Il sistema sanitario avrebbe l’obbligo di mettere a disposizione delle piccole vittime uno psicoterapeuta, ma i fondi non ci sono, quindi neppure gli psicoterapeuti.

Troppe falle in un paese dove ancora regna il falso e pericoloso mito della famiglia patriarcale e con potere di vita e di morte figli.

 

 

 




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