Trasporti energia e verdure prosciugano le tasche degli italiani

Inflazione. Trasporti energia e verdure prosciugano le tasche degli italiani

Prezzi ai massimi dal 2013: ad aprile l’inflazione è aumentata dello 0,4% su base mensile e dell’1,9% rispetto ad aprile 2016 dal +1,4% registrato a marzo.

Lo ha comunicato l’Istat che ha rivisto al rialzo le stime provvisorie dell’1,8%. Per ritrovare un dato più alto bisogna tornare a gennaio 2013 quando l’inflazione era al 2,2%, mentre a febbraio dello stesso anno aveva toccato l’1,9%.

L’accelerazione dell’inflazione deriva soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+5,7%, da -1,2% del mese precedente), a cui contribuiscono sia l’Energia elettrica (+5,4%) sia il Gas naturale (+5,9%), che segnano entrambi un’inversione di tendenza rispetto a marzo (rispettivamente da -1,0% e -1,4%) e dalla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+5,5%, da +2,5% del mese precedente).

“A spingere l’inflazione è l’aumento del 12,9% dei prezzi dei vegetali freschi rispetto allo stesso mese dello scorso anno per effetto una pazza primavera segnata dal rincorrersi di nubifragi, grandine, siccità e gelate fuori stagione – evidenzia Coldiretti.

“L’aumento dei prezzi costringe le famiglie a fare i conti con un possibile ridimensionamento del reddito disponibile reale. In quest’ottica – spiega l‘Ufficio Studi Confcommercio – è fondamentale che non vi siano interventi di aggravio sul versante dell’imposizione fiscale”.

“Il surriscaldamento dei prezzi al consumo rischia di intaccare la capacità di spesa delle famiglie soprattutto in un contesto, come quello in cui ci muoviamo, in cui vi è un troppo debole aumento dell’occupazione e della crescita – osserva Guglielmo Loy, segretario confederale Uil  – serve una direzione di rotta chiara e agire su più fronti. Dare fiducia a imprese con iniziative che contribuiscano a migliorare le aspettative e favorire un potenziamento della domanda interna che risulta essere ancora molto debole”.

Al netto degli energetici e degli alimentari freschi, l’inflazione sale di quattro decimi di punto percentuale (+1,1%, da +0,7% di marzo), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +1,3%, da +1,2% del mese precedente.

L’incremento su base mensile dell’indice generale è ascrivibile in larga parte ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,3%) e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,2%), che risentono entrambi di fattori stagionali legati alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Si registra, invece, un calo dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1,0%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni si amplia di un decimo di punto percentuale (+1,8% da +1,7% di marzo), mentre accelera in modo marcato il tasso di crescita dei prezzi dei servizi (+1,8% da +1,0%). Di conseguenza, ad aprile il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si annulla (era -0,7 a marzo). L’inflazione acquisita per il 2017 e’ pari a +1,4% per l’indice generale; +0,7% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,4% su base mensile e registrano un aumento dell’1,8% su base annua (era +2,3% a marzo). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,3% in termini congiunturali e mostrano una crescita su base annua del 2,2%, in attenuazione dal +2,7% del mese precedente.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 2,0% su base annua (era +1,4% a marzo), confermando la stima preliminare. Il rialzo congiunturale è in parte dovuto al rientro definitivo dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui il NIC non tiene conto. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’1,7% nei confronti di aprile 2016.

 




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