Giustizia alternativa: la Mediazione

Gli altri volti della Giustizia: la Mediazione

mediazione-Agostino CelanoLa mediazione è un procedimento volontario, non obbligatorio, ed è un sistema alternativo a quello dell’ordinario sistema giudiziario e alla pratica dell’arbitrato.

La mediazione spesso è vittoriosa perché offre alle parti la rara possibilità di esprimere direttamente i loro propri interessi e le ansietà relative alla lite, e di partecipare al raggiungimento del risultato

Inoltre la mediazione permette alle parti l’opportunità di sviluppare un mutuo soddisfacimento nel risultato creando soluzioni che sono unicamente dirette a far incontrare i particolari bisogni delle parti.

Il mediatore è una persona neutrale ed imparziale: non decide ne giudica, ma invece diventa un moderatore durante l’analisi e la negoziazione della lite.

Il mediatore è un professionista specializzato in tecniche di mediazione e negoziazione capace di assistere le parti a raggiungere soluzioni alternative che rappresentino gli obiettivi ottimali per entrambe le parti.

La mediazione è un processo strutturato con un numero di fasi procedurali in cui una terza parte imparziale, il mediatore appunto, assiste le parti a risolvere le loro liti. Il mediatore e le parti seguono uno specifico protocollo comportamentale che richiede a ciascuno di essere coinvolto in un lavoro congiunto. Questo processo permette al mediatore e alle parti in lite di focalizzare i reali problemi e le effettive difficoltà tra le stesse. Inoltre, le parti sono libere di esprimere i propri interessi e bisogni attraverso un dialogo aperto in un contesto meno formale rispetto a quello di una Corte.

Il primo obiettivo della mediazione è assistere le persone nel dedicare un maggior tempo ed una attenzione più rigorosa alla creazione di un volontario, funzionale e duraturo accordo. Le parti stesse hanno il potere di controllare tale procedura, dal momento che esse possono determinare i parametri dell’accordo. Possono, inoltre, fermare la mediazione in ogni momento e decidere di perseguire la via della procedura tradizionale del Tribunale o dell’arbitrato. In aggiunta alle abilità nel campo economico e in quello legale, i mediatori sono professionisti che posseggono una particolare formazione tecnica nella risoluzione delle controversie.

Un mediatore esercita un doppio ruolo durante il processo della mediazione: sia come facilitatore nel rendere positiva la relazione tra le parti, sia come analizzatore profondo dei differenti aspetti della lite. Dopo aver esaminato la situazione, il mediatore assiste le parti a raggiungere un accordo finale atto a risolvere la loro lite. L’accordo alla fine del processo di mediazione è realmente il prodotto finale delle discussioni e delle decisioni delle parti.

 L’obiettivo della mediazione è appunto trovare un accordo comune: quando cioè entrambe le parti raggiungono quello che sentono essere soddisfacente e vantaggioso per loro stesse. Tale accordo serve come punto di riferimento e ricorda alle stesse il loro trascorso storico, il periodo di confronto, e, per ultimo, le aiuta a prevenire le potenziali liti future.

Generalmente, un accordo realizzato attraverso una procedura di mediazione specifica anche il tempo necessario alla pronta esecuzione dello stesso in quanto è dettagliato in ogni sua parte con valutazioni economiche e rispondente alle concrete esigenze delle parti. E’ consigliabile per le parti mettere per iscritto il loro accordo per chiarire i loro rapporti giuridici. L’accordo scritto rimanda le parti a quanto recentemente e comunemente statuito e le aiuta così a prevenire successivi motivi di conflitto; l’accordo scritto, inoltre, porta ad una chiara conclusione nel processo di mediazione. Tale accordo vincola obbligatoriamente le parti, e in caso di nuova lite, identifica un mancato adempimento al pari di ogni ordinario inadempimento contrattuale.

Le parti in lite possono ricorrere alla mediazione nel momento che ritengono più opportuno. Le controversie possono sfociare in mediazione in differenti modi: tramite un accordo preventivo tra le parti, attraverso l’apposizione di clausole di mediazione, a seguito di un accordo a mediare e, per ultimo, per ordine del Tribunale.

Generalmente, le parti possono richiedere la presenza di un contratto di mediazione in accordo con quanto previsto nelle clausole di mediazione inserite nel loro contratto.

Con questa clausola, le parti usualmente si riservano il diritto di scegliere il loro mediatore e di organizzare le diverse sessioni della mediazione.

Queste clausole di mediazione, diversamente dalle clausole arbitrali, non sono clausole vessatorie. Infatti, se le parti non arrivano a nessun accordo risolutorio, sono libere di ricorrere all’arbitrato o al giudizio ordinario.

Diversamente, le clausole arbitrali sono qualificate come vessatorie. Come disposto agli articoli 1341, par. 2, e 1469, par. 3, nn. 18 e 19 C. C., una clausola contrattuale di carattere vessatorio porta svantaggi ad una parte del contratto, che è quella del consumatore. Queste clausole devono essere firmate dalle parti separatamente dal contratto.

E’ importante notare che una clausola di mediazione contenuta in un contratto tra le parti non è vessatoria: le parti possono sempre sottoporre la risoluzione della loro lite agli ordinari canali di giurisdizione od utilizzare l’arbitrato, senza particolari responsabilità.

 

 




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