Processo escort. I giudici di Bari "Da Berlusconi cene poco eleganti"

Processo escort. I giudici di Bari “Da Berlusconi cene poco eleganti”

berlusconi-Redazione– Le indagini sulle escort portate fra il 2008 e il 2009 da Gianpaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi hanno tratteggiato “le abitudini di vita e i riprensibili costumi extraistituzionali” dell’allora premier. Berlusconi era il “protagonista delle ‘cene (poco) eleganti’ durante le quali “beneficiava della costante, imprescindibile presenza di avvenenti, provocanti, disinvolte, spregiudicate, disinibite e soprattutto giovanissime donne” che volevano dare “una svolta alle loro (talvolta, a dir poco modeste) vite”. Sono contenute in 667 pagine le motivazioni della sentenza del Tribunale di Bari al processo escort sul reclutamento delle prostitute.

I giudici hanno disposto l’invio degli atti in Procura affinché valuti il reato di intralcio alla giustizia per Berlusconi.

Per il reclutamento delle prostitute, i giudici hanno condannato a sette anni e dieci mesi Gianpaolo Tarantini; a un anno e quattro mesi Sabina Began, ‘l’ape regina’ dei party berlusconiani; a tre anni e sei mesi Massimiliano Verdoscia e a due anni e sei mesi il pr milanese Peter Faraone, entrambi amici di Tarantini.

Per sei testimoni è stato disposto l’invio degli atti al pm per falsa testimonianza.

Secondo i giudici della seconda sezione penale (presidente Luigi Forleo), le ragazze che partecipavano alle cene erano “animate dalla speranza di guadagnare le attenzioni di Berlusconi e di essere ‘elette’ per trascorrere la notte in sua compagnia, consentendo a soddisfarne anche le più perverse pulsioni erotiche addirittura attraverso la consumazione di rapporti saffici“.

 




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