Doping. Gli ispettori Iaaf tentano il blitz al Quirinale: cacciati

Doping. Gli ispettori Iaaf tentano il blitz al Quirinale: cacciati

doping-Redazione– Nei giardini del Quirinale si svolge la cerimonia della consegna del tricolore ai portabamdiera che andranno ai Giochi di Rio.

Fuori dal palazzo aspettano gli ispettori della Iaaf per un prelievo «al volo» della marciatrice Elisa Rigaudo, cacciati dalle forze dell’ordine all’ingresso del Quirinale, Un test a sorpresa ma anche troppo, visto che sono costretti a rimandarlo e a effettuarlo al Foro Italico, una volta concluso l’evento al Colle.

Gli uomini del Coni hanno addirittura offerto un passaggio agli ispettori sui pullman, ma loro hanno declinato l’invito perché avevano una macchina a noleggio.

Giunti al Foro Italico la marciatrice è stata sottoposta a prelievo di sangue per controllare eventuali tracce di sostanze dopanti.

Ma se volevano sfruttare l’effetto «blitz» perché gli ispettori non sono andati direttamente nell’albergo in cui alloggiava la cuneese?

Dietro ci sarebbe un clamoroso equivoco o un eccesso di zelo.

È l’atleta, infatti, che deve comunicare alla Wada, l’agenzia antidoping mondiale, i suoi spostamenti attraverso un’agenda chiamata Whereabout, poi gli ispettori hanno un’ora al giorno per la reperibilità.

Le coordinate della Rigaudo indicavano dalle 22 alle 23 Roccaraso, sede del raduno preolimpico dei marciatori: «La mia reperibilità era per stasera in Abruzzo ma ovviamente avevo scritto sui documenti che sarei stata al Quirinale per la cerimonia. Comunque, anche se l’orario non era quello del controllo, ho deciso di seguire i Dco (Doping Controller Officer ndr) perché non ho nulla da nascondere» spiega lei.




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