Dichiarato morto, protesta da anni: “Sono vivo”

Redazione– Aveva osato sposarsi con una donna di una casta inferiore e, così, i familiari gli hanno portato via tutto, l’hanno picchiato e, infine, d’accordo con le autorità locali, lo hanno dichiarato morto.

E’ l’incredibile di Santosh Singh, indiano 65 anni, di cui 12 trascorsi nel tentativo di dimostrare di esser vivo.  “Quando sono tornato al mio villaggio dopo essermi sposato, i miei cugini e i miei zii mi hanno messo al bando – ha raccontato – hanno detto: sei di una casta superiore, come puoi sposare una donna fuori casta? Devi essere boicottato, sparire. E mi hanno anche picchiato”, ha raccontato. “Mi hanno detto: sei morto sui giornali, lo sarai anche nella realtà. Questo è l’Uttar Pradesh. Qui le persone vengono uccise per 7 o 15 dollari”.

Da allora ha iniziato a manifestare, anche a Delhi, per dimostrare di essere vivo, e, a causa delle sue proteste, è finito anche in prigione.

“Non ho perso la speranza. La mia protesta va avanti dal 2012 e i media testimoniano che sono qui, vivo, e non sono un fantasma”.




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