Baby jihadista minaccia "A Roma vi squarterò"

Baby jihadista minaccia “A Roma vi squarterò”

jihad–Redazione-  “Dalla Libia faremo scaturire la scintilla per conquistare l’Andalusia (una parte della Spagna nda) e Roma, con il permesso di Allah”.

L’ennesima minaccia dello Stato islamico contro l’Italia salta fuori da un video inedito ritrovato a Sirte durante i combattimenti per liberare la città e consegnato a il Giornale. Nel video non manca un appello ai kamikaze: “Fratello mio indossa le cinture esplosive per il tuo Signore e attacca aeroporti e confini”.

Questa volta non è un tagliagole mascherato a promettere attentati e l’espansione del Califfato oltre il Mediterraneo, ma un ragazzino forse neppure maggiorenne. Si presenta con il nome di battaglia Abu Omar al Maghrebi, che indica l’origine marocchina.

Le immagini durano 6 minuti e sono montate in maniera professionale. Sembra sia stato girato in parte a Bengasi, ma ritrovato a Sirte, l’ex roccaforte delle bandiere nere in Libia, che sta per venir sopraffatta dai governativi. La data in arabo della produzione copre un periodo fra ottobre e novembre 2015. Oltre alla bandiera nera compare il simbolo della “wilayat Barqa”, la provincia libica del Califfo.

Il giovane terrorista attacca gli “infedeli” promettendo che “verremo da voi per farvi saltare in aria. I vostri corpi esploderanno in mille pezzi”.

Il terrorista minorenne è ben vestito con una tunica di raso blu e l’immancabile fucile mitragliatore kalashnikov a fianco. I capelli sono neri ed un po’ ricci avvolti in una specie di turbante giallo e marrone. Sbarbatello e faccia da bravo ragazzo ha appena un’ombra di baffi.

La minaccia all’Italia non lascia dubbi: “Dalla Libia faremo scaturire la scintilla per conquistare l’Andalusia  e Roma, con il permesso di Allah”. Subito dopo il video propone la bocca di fuoco di una mitragliatrice in primo piano.

La Libia sarà la porta per la conquista dell’Africa” esordisce Abu Omar al Maghrebi nella parte più minacciosa del video.

E si scatena contro gli “apostati collaboratori degli americani. La Libia sarà la vostra tomba”. Il riferimento è ai combattenti di Misurata e Tripoli, nemici giurati da sempre, che stanno stringendo il cerchio attorno all’ultimo quartiere in mano allo Stato islamico a Sirte.

 L’appello più inquietante è quello finale rivolto ai kamikaze, dopo aver parlato della Libia come porta per l’Europa e inneggiato alla conquista di Roma. “Fratello mio ti invito dal profondo del cuore ad indossare le cinture esplosive per il tuo Signore e attaccare aeroporti e confini – esorta il giovane terrorista – Nonostante i loro servizi segreti siamo giunti in Libia, terra del Califfato e siamo pronti a morire”.

 




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