Agostino Celano, presidente del Tage, spiega le origini dell'Arbitrato

Agostino Celano, presidente del Tage, spiega le origini dell’Arbitrato

arbitrato–L.M.-  Si visto come l’Arbitrato  sia una valida risposta alle richieste di giustizia civile che spesso sorgono da liti o controversie fra persone o aziende,

Questo Istituto è molto utilizzato in altri Paesi Europei  o addirittura negli Stati Uniti, contribuendo in modo significativo alla riduzione del carico della giustizia civile affidata ai Tribunali Ordinari.

Il dottor Agostino Celano, presidente del Tribunale Arbitrale Giudiziario Europeo, spiega come l’Arbitrato abbia origini e radici storiche molto lontane.

Presidente Celano ci può fornire dei cenni storici  sull’origine dell’Arbitrato?
L’arbitrato, ossia l’affidamento ad un terzo della definizione della controversia, ha origini mitiche.
Si celebrano sul monte Olimpo le nozze di Teti e Peleo (genitori di Achille) e Giove, per evitare questioni, non invita alla festa la dea Discordia, che in passato aveva combinato un sacco di guai.
L’esclusa, offesa, vuole vendicarsi e getta sulla tavola imbandita una mela d’oro recante la scritta “alla più bella”. Subito Giunone, Venere e Minerva si buttano per impossessarsi del dono piovuto dal cielo,ma nessuna  riesce a prevalere sulle altre due, perciò decidono di affidare la decisione ad un estraneo; vedono un pastore di nome Paride, e lo nominano “arbitro” della questione.
Qui la storia si mette male perché ognuna delle tre dee, di nascosto dalle altre, offre a Paride un regalo per essere prescelta e Paride accetta il regalo di Venere che consiste nell’amore della bella Elena: è l’origine della guerra di Troia.
In questo avvenimento gli ingredienti ci sono tutti: la vertenza, il compromesso arbitrale, il lodo, la corruzione dell’arbitro, ma con analisi più approfondita si colgono altri aspetti.
La difficoltà della decisione che non dipende da una semplice operazione aritmetica, l’estraneità dell’arbitro che deve essere indifferente (oggi si dice “terzietà”), l’equiparazione dei contendenti e la loro anticipata sottomissione alla decisione che è stata demandata ad un “vivente” ossia ad un essere di caratura ben più modesta, l’esposizione dei “titoli” da parte delle dee.

Ci sono  altri esempi di Arbitrato nell’antichità?
Un altro avvenimento, avvenuto nell’anno 117 a.C., ha come protagonista l’arbitrato: nei monti dell’entroterra genovese, due paesi vicini, abitati dai Genuati e Viturii, si contendono una zona di terreno che entrambi vogliono sfruttare come pascolo; in casi del genere, di cui è piena la storia, si ricorre alle armi ma questa volta è diverso perché i Genuati e i Viturii compromettono la vertenza e vengono nominati arbitri della contesa i fratelli Minuci, con mandato a decidere i limiti e modalità di sfruttamento dei pascoli in questione.Il Lodo Arbitrale viene inciso su una lastra in bronzo (conservata tuttora perfettamente) che venne ritrovata nell’anno 1506 a Serra Riccò presso Genova.

Pertanto nell’antichità attraverso l’Arbitrato si amministrava la giustizia.

Non solo: questi due avvenimenti ci fanno però capire che l’arbitrato è stato creato per il popolo e non per i ricchi. Esso innanzitutto protegge gli interessi generali e non quelli specifici, è terzo rispetto ai “contendenti”  e si affianca, ed in alcuni momenti storici sostituisce, la giustizia. Nel medioevo, l’arbitrato risolveva la maggior parte delle vertenze territoriali e domenicali, anche per l’effetto della caduta dell’impero e della scomparsa delle istituzioni giudiziarie; la mancanza di una struttura sopranazionale (dove per nazione si intendono comune, signoria, repubblica e principato) fa mancare i presupposti per l’accettazione di un giudice che dovrebbe basare le decisioni su una legge comune alle parti, che non esiste. Esistono però, principi fondamentali conosciuti, accettati e rispettati da tutti. Per questo in quasi tutti gli statuti Comunali medioevali compaiono norme o riferimenti, espressi in varie forme, all’istituto dell’arbitrato, come strumento da utilizzare per la soluzione di vertenze private.

E al giorno d’oggi l’Arbitrato quale valore ha?
In termini giuridici il Lodo Arbitrale è equiparato ad una sentenza ed è quindi vincolante per le parti. Inoltre dal punto di vista economico il cittadino risparmia denaro e tempo; ma è soprattutto dal punto di vista emotivo e psicologico, che ciascuno di noi, usufruendo dell’Arbitrato,  migliora la propria vita evitando lo stress provocato dalla lungaggine  dei Tribunale Ordinari del nostro paese.

 




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